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CHE RAZZA DI TOPO C'E' IN TE?
Mangia come guardi: film da mangiare e piatti da guardare da tutti i Paesi del mondo per occasioni diverse

Un topo modesto, anzi un ratto grigio vagamente schifoso di nome Remi sviluppa suo malgrado una passione sconfinata per l'alta cucina. Ma chi sostiene che l’umanità sta procedendo sulla strada della tolleranza non ha mai provato a essere un topo nella cucina di un ristorante, che cerca di preparare una ratatouille insieme alla sua numerosa  famiglia, nel tentativo di sbalordire  un gastronomo fegatoso al punto di farsi attribuire le agognate 5 stelle. E’ incredibile quante ne deve passare il povero topo per non rinunciare alla sua vocazione, fino a cucinare stando nel cappello  di un aiuto cuoco squinternato, così da governarlo  come un burattino tirandogli i capelli. Ma la forza dell’innocenza trionferà, i diritti dei topi verranno riconosciuti, la famiglia di Remi si potrà accomodare in un ristorante tutto suo sopra a quello umano e Remi potrà sbizzarrirsi nella nouvelle cousine, in una Parigi dorata e misteriosa che è un mondo che contiene altri mondi, fra i quali anche quello dei topi.  Ratatuille, Dis. Pixar, Prod. Walt Disney

Il piatto
Procuratevi 2 ZUCchine, due PEPeroni, una melanzana, una cipoLLa, 4 pomodori medi, un ciuffetto di rosmarino fresco e 2 spicchi d`aglio. Il trucco di questo piatto, che vale le cinque stelle, è di cucinarlo in forno separando i pomodori dal resto.Tagliate tutte le verdure a fettine, i pomodori a spicchi. Tagliate gli spicchi d’aglio a metà.  Passate in padella per 5 minuti con un po’ d’olio tutte le verdure tranne i pomodori, aggiungete abbondante rosmarino fresco e salate. Trasferite le verdure in una teglia larga così che si dispongano  in un solo strato, irrorate con un po’ di olio,   coprite con carta da forno e infilate nel forno preriscaldato a temperatura elevata. Sistemate i pomodori in un’altra teglia, salate, irrorate con un po’ di olio e infornate anche questi. Dopo trenta minuti circa levate la carta da forno e controllate se i pomodori sono ben cotti. Lasciate le verdure scoperte a cuocere per altri quindici minuti. Aggiungete i pomodori alla teglia di verdure a freddo e mescolate bene, aggiustando il sale se necessario.    

I commensali
Non c’è niente di più straordinario di un piatto semplice cucinato con cura e fantasia, direbbe Remi. Per offrire questa profumata, deliziosa ratatuille potete tranquillamente scegliere  il vostro amico più schizzinoso, scontento, fegatoso, malinconico, acido, depresso, critico e autocritico, segaligno, e divertirvi a invitarlo anche da solo a una cena concentrata e silenziosa, senza distrazioni se non il piatto colorato che gli metterete davanti, accompagnato da un bicchiere di bianco freddissimo un po’ fruttato. Suggeritegli, mentre vi guarda in cagnesco, di macinare sulle verdure del pepe nero ben piccante e di aiutarsi a mangiarle, come se fosse un bambino, con bocconi di una pagnotta calda di forno. Avrete provveduto a sistemare una telecamera da voyeristi nella libreria, proprio di fronte a lui, per filmarne l’espressione mentre mangia la ratatuille  e usare in seguito il filmato per ricattarlo nei suoi momenti più aggressivi. Adesso dovete solo  lasciare cadere nel vuoto i suoi iniziali accenni alla prossima fine del mondo e alla sua pochezza nell’evitarla, fino a che  tacerà per un attimo concedendosi senza volere di gustare la ratatuille, il pane fresco, il vino aromatico. Tacete ancora. Vedrete, e filmerete, la piega delle sue labbra che si distende e cambia verso, dal giù al su, per quanto permette la bocca piena.    
Versate il vino, e con un’abile spostamento della telecamera filmate i piedi che si distendono sotto il tavolo, le spalle che si rilassano verso il basso, gli occhi che si accendono di una luce quieta. Ormai potete fermare la telecamera, e’ fatta: non potrà più negare di essere stato, una volta, felice. Mentre organizzate tutto questo, non dimenticate di gustarvi anche voi la deliziosa ratatuille.

Il film
Non so che cosa ci trovino i bambini in questo film
, certo per un adulto appassionato di cucina è un grande divertimento vedere se stesso in forma di topo che  si esplica nelle proprie capacità partendo da un improbabile spiedino di fungo e formaggio cucinato al calore di un fulmine fino alla magica ratatuille attraverso una irriproducibile minestra alla panna, fatta non si sa di che ma certamente di tutto quello che si trova in quel momento in cucina. Le sue zampette a tre dita si muovono realisticamente  nell’aggiungere un pizzico di sale, mescolare rapidamente, tagliare velocemente con il polso morbido del vero professionista. Il suo alter ego, l’aiuto cuoco imbranato dietro al quale Remi si deve nascondere causa i pregiudizi contro i diversi, ci fa una figura da vero cretino costringendovi senza tentennamenti a una innaturale identificazione con il topo. Anzi, il suo naso rosa che vibra finemente nel riconoscere tutti gli odori vi susciterà un po’ di invidia (voi non siete certo capaci di annusare così) facendovi sospettare una certa superiorità dei topi rispetto agli umani. Il lieto fine del film si fa perdonare per la indiscutibile, vera inaccettabilità di Remi, realistico topo di fogna, in veste di cuoco, e per la malinconia struggente del profilo di Parigi che si mostra come un luogo magico dalla cima dei tetti e dalle grandi finestre, protagonista, insieme alla grande cucina, di un miracolo della tolleranza credibile solo così. Uscite dunque  dal cinema portando anche voi nel cuore il grido consolatorio: tutti possono cucinare!

 
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