POTREBBE ACCADERE DAVVERO...
... di innamorarsi di un tronista. E' quanto ci racconta una giovane autrice senza peli sulla lingua...

libro Blasi

Mamma mi sono innamorata di un tronista

Manuela Blasi
(Newton&Compton, € 9,90)

In quale mondo una giovane e attraente assistente di produzione con laurea e due specializzazioni a carico può cestinare la sua vita per andare a corteggiare un bel ragazzo a “Uomini e Donne”? Ovviamente nel mondo di Manuela Blasi che nel divertente e ironico “Mamma mi sono innamorata di un tronista” mette in scena una galleria degli orrori dove i ribaltamenti sono all’ordine del giorno e per trovare l’amore non ci si nega nessuna strada, perfino quella del trashissimo tubo catodico.

Credi che sia veramente possibile innamorarsi di un tronista? Simone è un bello con l'anima, ti sei ispirata a qualche tronista realmente esistito o hai semplicemente lavorato di fantasia?
Credo che nella vita tutto sia possibile, anche innamorarsi di un tronista, perché l’amore vero, quando lo si incontra, va ben al di là dei “meccanismi” televisivi, artefatti o meno che siano.
Il tronista del mio libro nasce da un mix di elementi positivi che mi è sembrato di cogliere in alcuni di quei ragazzi che, nella realtà, hanno preso parte al programma.

Cosa ne pensi di "Uomini e Donne" e trasmissioni affini?
Il giusto limite lo stabilisce l’etica morale di ognuno di noi. Programmi come “Uomini e Donne” mi divertono finché non si sfocia nel cattivo gusto. Se non ci piace ciò che viene trasmesso, possiamo sempre cambiare canale e oggi la televisione - da quella pubblica a quella privata, da sky al digitale terrestre - ci propone decisamente un enorme ventaglio di opzioni. Guardare programmi di spessore inferiore rispetto ad altri, non significa perdere di vista che nel mondo c’è chi, ogni giorno, muore di fame.

Descrivi un mondo abbastanza desolante con leggera ironia e questa ce lo rende ancora più brutto e mediocre, pensi sia veramente così?
Non sono d’accordo. Prendere troppo seriamente un mondo che nasce con l’intento di esser preso “alla leggera”, mi sembra eccessivamente moralista e bacchettone. Credo piuttosto che aggettivi come “desolante, brutto, mediocre” siano da riferirsi a quanto sta succedendo oggi in Italia, dalla cronaca alla politica.

Sembra quasi un'ossessione quella dei tronisti, frutto (il)legittimo di una società dove la meritrocrazia è una parolaccia e la cultura non ha valore se paragonata alla bellezza. Il libro gioca molto sui non-sense: Lalla laureata e masterizzata per lavorare deve fare la cubista, quando ormai ha trovato il lavoro dei suoi sogni si butta nel trash televisivo per raggiungere l'amore... Non ci sono più barriere?
Nel romanzo la protagonista racconta la sua quotidianità, divisa tra la ricerca di un lavoro e quello dell’amore. Non per questo i due temi sono in stretta relazione tra loro, e il suo “buttarsi” in un programma tv, non è una conseguenza del termine del suo contratto lavorativo, temporaneo e pergiunta non retribuito, ma solo il caso. Invece, il problema della mancanza di lavoro in Italia, che ci costringe a ripiegare su altri mestieri non attinenti alle nostre capacità, con la conseguente difficoltà nell’andare avanti grazie ai propri meriti e a ripiegare su guadagni più immediati e facili come quelli che derivano dallo sfruttare la propria immagine piuttosto che la propria cultura, è sicuramente un controsenso. Ma questo fa parte, purtroppo, di quel mondo desolante e mediocre di cui parlavo prima e nel quale siamo caduti, grazie alle decisioni sbagliate prese da chi ha potere decisionale e che, invece di occuparsi di questioni serie che riguardano il nostro paese, ha perso tempo puntanto il dito contro programmi come “Uomini e Donne” che, forse, si sono semplicemente adeguati all’andamento generale. Trash è chi permette a un guidatore ubriaco che uccide quattro ragazzi di dici8 anni, di essere ancora in libertà e di apparire sui giornali come un Vip.

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