COINCIDENZE
Quelle che fanno incrociare destini diversi... Ce le narra un giovane autore molto promettente
Buoni propositi per l'anno nuovo
Giorgio Fontana

(Mondadori, € 15,00)

copertina Fontana

Le coincidenze. Sono queste alla base della narrazione di “Buoni propositi per l’anno nuovo”, romanzo d’esordio del promettente venticinquenne Fontana. I protagonisti invece sono lo studente del DAMS Andrea, un pessimo rapporto con il sesso femminile, imbranato fino all’osso e fobico sociale tanto da preferire alla “vita vera” quella on line e Jules, accanito giocatore di poker con problemi famigliari alle spalle che non lo lasciano un secondo in pace. L’uno italiano e l’altro canadese, con passioni, interessi e amori diversi, i due sembrano destinati a vivere separati per sempre. Ma le coincidenze, fil rouge del romanzo, li porteranno a incontrarsi la notte di capodanno, a cavallo fra tempi e abitudini differenti verso una nuova conoscenza di sé.

Andrea e Jules vivono in realtà diverse e da queste realtà sono nati e cresciuti, rappresentanti legittimi di comunità opposte. Che cos'hanno però in comune?
Andrea e Jules condividono una forma di estraniazione radicale, che ho cercato di rappresentare con un'immagine: essere "ai dintorni dell'esistenza". In qualche modo, esistono meno degli altri. Hanno un peso ontologico minore - un'immagine per esprimere la loro emarginazione. L'elemento cardine del libro, il suo tentativo poetico, è proprio quello di raccontare come due solitudini così distanti possano avere qualcosa in comune. In una frase: la possibilità di un'amicizia impossibile.

Indaghi il mondo dei giovani e, senza generalizzare, ne mostri debolezze e piaceri. Ti soffermi con attenzione sulle difficoltà di integrazione, su quel senso di appartenenza che in molti casi sembra esasperato e in altri inesistente. Come vedi i ragazzi d'oggi? Andrea e Jules che ragazzi sono?
Dunque, non so davvero come siano i "ragazzi oggi" e in tutta sincerità non me ne frega poi molto. Non ho voluto scrivere un romanzo giovanilistico, e tutto quello che mi interessava era raccontare una storia. Qualcosa che andasse oltre il mero dato realistico (a volte anche traviato in chiave edulcorata). Scurati parlava di "realismo ingenuo", e credo avesse ragione. Io ho sempre cercato un realismo che fosse carico di significati, che non tracciasse il "ritratto di una generazione". Anche per questo ho volutamente scelto due protagonisti emarginati: sulla riuscita effettiva, be', credo che Jules sia infinitamente superiore ad Andrea come personaggio.

Le donne hanno un ruolo marginale all'interno della storia…
In un certo senso sì: sono traditrici (la ragazza di Jules), vittime (sua madre) o semplicemente immagini sognate (Cassandra). Ma considera l'importanza della madre, ad esempio. Senza questa figura l'intera storia di Jules avrebbe una carica emotiva più blanda. E' un personaggio interamente tragico, e di una tragicità tutta femminile. Comunque creare bei personaggi di donne è davvero difficile. Spero di maturare molto in questo senso.

Perché racconti di Bologna e Montpellier?
Banalmente: ho vissuto a Montpellier e tuttora la ritengo uno dei fulcri chiave della mia scrittura. Mi ha insegnato, come dice Izzo, che "la felicità è un'idea semplice", e che bellezza e dolore viaggiano sullo stesso filo. Montpellier e il sud della Francia sono una visione del mondo. Quanto a Bologna, mi attraeva l'idea di depotenziare la città studentesca per eccellenza, scandita da feste che però non portano a nulla, da rituali spenti e davvero "giovanilisti" (cfr. i coinquilini di Andrea).

Cosa c'è di autobiografico nel testo? In chi ti riconosci maggiormente?
Non molto. Alcuni luoghi, alcune esperienze, poco altro. Il resto è inventato di sana pianta. E più che riconoscermi nei personaggi, voglio loro bene. Ad alcuni in particolare. Credo sia il dovere di un buon narratore: amare i propri personaggi come figli. A volte ti fanno incazzare, a volte li abbracceresti per sempre.

Che programmi hai per il futuro?
Dunque, al momento sto scrivendo un reportage sulle storie degli immigrati milanesi, che sarà pubblicato da Terredimezzo. Il mio prossimo romanzo dovrebbe uscire alla fine dell'anno per Marsilio, ed è una storia completamente diversa - nerissima, estrema, veloce: un vero cantico dell'autodistruzione. E poi sto scrivendo un altro romanzo, più lungo e variegato, cui tengo molto. Spero di finirlo entro l'estate, ma chissà...


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