Il vuoto dei peNsieri
Una trama ricca di introSpezioni e personaggi tridimenSionali...

“Primi riti del dolce sonno”
Misia Donati
Zandegù Editore
9.00 euro – 134 pp.

3adolescenti decidono di rinchiudersi in una casa abbandonata per raggiungere indistrurbati un sonno tranquillo, non oscurato da incubi e mostri. Una convivenza forzata alla ricerca del riposo perfetto, da raggiungere con l’aiuto massiccio di medicinali. Quello che Misia Donati, da poco diplomato alla scuola Holden, descrive è un vuoto, quello dei pensieri, che trova diretta espansione nel sonno. Un sonno che prende nome di cataplessia e trascina il corpo in spasmi, in morte. L’esordio del giovane Misia, pseudonimo cui si nasconde il marchigiano Pietro De Angelis, è sicuro e condotto con grande attenzione. La trama, per quanto semplice, non disdegna introspezioni e personaggi tridimensionali che si muovono come pantere in una jungla, quella del sonno, che non trova spiegazioni facili.

Da dove nasce la tua curiosità per il dolce sonno?
In “Primi riti del dolce sonno” l’espressione dolce sonno si riferisce alla condizione infantile dei protagonisti, quando la narcolessia di cui soffrono non è stata ancora diagnosticata e di conseguenza non viene vissuta come una malattia bensì come un dono o potere segreto. Il dolce sonno è in realtà una metafora del talento, di qualsiasi tratto o qualità che ci rende unici, ma che proprio per questo rischia di renderci anche “diversi” e “anormali” agli occhi di una società omologata. In questo senso, credo che il romanzo contenga in nuce tutta la mia poetica futura; ciò che mi interessa infatti sono i confini, i margini, gli estremi; indagare là dove si producono gli anticorpi per quel virus chiamato “sistema”.

La storia dei 3 giovani adolescenti che decidono di chiudersi volontariamente in una casa per raggiungere il dolce sonno, che altro non è che la morte, nasce da uno spunto reale?
Il dolce sonno non è propriamente la morte; è piuttosto una condizione di vitalità originaria che paradossalmente si può conservare solo attraverso l’autodistruzione. Da questo punto di vista, “Primi riti del dolce sonno” permette almeno due letture sovrapposte: una politica e una privata. La prima è quella a cui tengo di più: è mia convinzione che il talento a cui non venga data la possibilità di esprimersi si rivolga contro se stesso secondo una legge fisica per cui un’energia che non esplode finisce inevitabilmente con l’implodere. Al di là di questo concetto universale mi sembra che ci sia un doloroso riscontro nell’attualità italiana: i giovani oggi hanno sempre meno spazio, vivono una realtà claustrofobica e priva di prospettive, e in quest’orizzonte l’unico territorio su cui possono continuare ad agire diventa il loro corpo. Quello che molti non capiscono è che l’autodistruzione, in tutte le sue varie forme, è un mezzo estremo per esercitare la propria libertà creativa; è ovvio che vivendo anch’io questa condizione comune, abbia sperimentato simili stati d’animo, altrimenti non avrei mai potuto scriverne.

Che programmi hai per il futuro?
Sta per partire il [narcolepsy project], il tour promozionale del mio romanzo. E’ stato concepito secondo una formula innovativa, battezzata TLM – Trasposizione Live Multimediale, e vedrà la collaborazione di giovani artisti e creativi che realizzeranno varie trasposizioni di “Primi riti del dolce sonno”, trasformando di volta in volta il romanzo in uno spot pubblicitario, un art-video, un quadro, un happening teatrale…Il progetto prenderà la forma di una vera e propria installazione multimediale itinerante e a partire dal 17 gennaio girerà tra librerie, gallerie d’arte e circoli underground delle maggiori città italiane. Il tour si concluderà a Torino durante la settimana della Fiera del Libro,  in occasione della quale stiamo studiando un evento-spettacolo che porterà alle estreme conseguenze le possibilità di trasposizione di un’opera letteraria. Il [narcolepsy project] sarà per sua natura dinamico e in continuo aggiornamento, ma chi è interessato potrà tenersi aggiornato attraverso la mia pagina myspace: www.myspace.com/misiadonati.


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