Da Modena per raccontare il Bianco
5 personaggi e 5 storie ke si inTrecciano...

L’autrice, Marcella, è modenese. Bianco è il suo primo romanzo. Un romanzo dal titolo strano che racconta di una bella storia. Racconta di Mirko, Michela, Carla, Annamaria e Serena. 5 personaggi, 5 giovani vite che si intrecciano una con l'altra, per una sinfonia narrativa di amori impossibili, sconvolgimenti emotivi e desideri sfasciati. A parlare è una voce che sembra vedere le scene dall’alto, lontane; che sembra essere la reincarnazione di uno scrittore potente e disinibito; curioso e – a tratti, gentile.

Il Bianco della Menozzi è un esordio naturale, senza troppe pretese. È un mondo dove a farla da padrone sono una lingua semplice, quasi spontanea, che racconta piccoli eventi, scorribande tra amici, bevute in birreria, vagabondaggi per le strade emiliane e romagnole. Un mondo dove ci sono storie di ragazzi e ragazze normali che vivono in posti normali. Si tratta di “una sorta di American Graffiti modenese” come l’hanno definito in tanti questo romanzo che racconta storie di ragazze e ragazzi di provincia, l'uscita dolorosa dalla placenta tiepida dei pub, dei corridoi dell'università, delle scorribande nella riviera romagnola, e l'ingresso traumatico nel binario morto della vita adulta.

L’esperienza, quella della scrittura, che per lei, Marcella, è casuale. E la racconta con grande umiltà e naturalezza: “Quando avevo dieci anni volevo scrivere. Scrivevo a mano su vecchi quaderni inventando storie, soprattutto racconti. A dodici ho scritto un romanzo rimasto incompiuto, poi questa vena creativa si è come assopita. Ho seguito studi di Ragioneria e vissuto il periodo adolescenziale avvertendo la mancanza di sogni, che sento tipica della provincia modenese. Poi è arrivato Bianco, in modo casuale per la verità: ho raccolto esperienze personali in un romanzo, con un linguaggio parlato. E’ una registrazione di voci. Mi ha permesso di rivivere l’esperienza che ho avuto raccontando alle persone vicine a me quello che mi accadeva. Ho semplicemente riportato la mia oralità in uno scritto. L’ispirazione è arrivata improvvisa. Ci ho messo solo un mese a scriverlo: è stato un vero e proprio delirio!”.

Il libro – come dicevamo prima - narra di persone che intrecciano le loro vite, con una lingua inventiva, ossessiva, vicina al parlato: “Volevo distaccarmi dalla storia raccontata. La stesura è stata un flusso continuo, abbastanza veloce. Sentivo belle emozioni quando scrivevo. Ci si trova in uno stato emotivo molto forte quando si sublima quello che si prova o si vive. Non so come la vivono gli altri, ma per me è così. L’esperienza di scrivere autobiografico la vedo diversa rispetto all’invenzione di storie costruite e di fantasia. Anche se lavoro, scrivere è una necessità.” Quando le chiedi di Fazi, Marcella sorride e poi:  “Ho inviato il mio manoscritto e in venti giorni ho avuto una risposta. Io non ci volevo credere, ero pessimista, pensavo che avrebbero voluto farmelo riscrivere o addirittura ripensarci. Sono andata a fare il colloquio proprio il giorno in cui usciva Klito di Giuseppe Carlotti, mi hanno invitato all’aperitivo e sono uscita ubriaca! Non ho perso per un soffio il treno per tornare a Modena, e durante il viaggio controllavo di continuo il contratto, per vedere se era vero e non fosse solamente tutto un sogno. Non ho dovuto riscrivere nulla, il manoscritto è rimasto tale e quale. Massimiliano Governi è stato il massimo a livello umano. Ho atteso un anno per la pubblicazione e lui mi ha spronato e aiutato, facendomi apprezzare la cura e l’attenzione che alla Fazi riservano agli esordienti.”

Dopo l’uscita del libro, Marcella è impegnata nella sua promozione: “Il ruolo dello scrittore non è nella presentazione. Il suo ruolo è quello di creare. Bisogna quindi continuare a farlo, se presenti il tuo libro, sei molto più sicuro di te stesso se continui a scrivere. E’ nell’esperienza quotidiana che diventi scrittore, le emozioni che provi nel lato artistico della scrittura sono tali che devi andare avanti, non stanno nelle presentazioni.”


Bianco
Marcella Menozzi
121 pgg., Fazi
Le vele

 



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