di Valerio Cammarano
Settanta
metri. E una freccia.
È la distanza
che nella gara olimpica di tiro con l’arco separa l’arciere dal
bersaglio. Un’immensità. Ma non per tutti…
Se per i comuni
mortali settanta metri sono davvero un’immensità, è solo ordinaria
amministrazione per gente come Marco Galiazzo, che ad Atene
nella specialità ha conquistato uno splendido oro nell’individuale,
dimostrando una volta di più la verità del detto secondo cui
l’apparenza inganna. Sì, perché questo ragazzone dall’aria timida,
quasi dimessa, cui a prima vista non si darebbe un centesimo, una
volta entrato sul campo di gara si trasforma in una specie di uomo
bionico, capace di centrare un cerchietto di pochi centimetri posto,
appunto, a settanta metri da lui (ma possono essere anche 90).
Galiazzo e
soci sono eredi di una tradizione antichissima. L’arco ha
accompagnato l’uomo per migliaia di anni come strumento di caccia e
di guerra, prima di essere soppiantato dalle armi da fuoco. Solo in
anni relativamente recenti si è trasformato in uno sport con regole
precise. In Italia, ad esempio, gli appassionati si sono organizzati
in Federazione solo nel 1961. Da allora la FITARCO di strada
ne ha fatta tanta, al punto che oggi l’Italia è una delle nazioni
leader nel mondo. A dimostrazione del seguito di questo sport nel
nostro paese, basti dire che alla Federazione aderiscono quasi 500
società, il cui elenco si trova sul sito della FITARCO (www.fitarco-italia.org)
alla pagina
www.fitarco-italia.org/societa/mappa.asp. Trovare un posto
dove cominciare, dunque, non è un problema. Anche perché la maggior
parte dei club organizza corsi per principianti con fornitura di
tutto il materiale necessario. Ovviamente, se poi ci si appassiona e
ci si vuole dedicare alla disciplina con continuità, a livello
amatoriale o agonistico, bisogna attrezzarsi di tutto punto. E qui
cominciano i dolori dal punto di vista economico, almeno per chi è
sempre alla ricerca del meglio. Un arco professionale, di quelli che
usa Galiazzo, può arrivare a costare diverse centinaia di euro. Ma
ci sono anche modelli per neofiti che si possono acquistare con
molto meno.
Esistono diverse
tipologie di arco. Qui ci limitiamo a descrivere quelli utilizzati
nelle gare, che sono di tre tipi: arco nudo, arco olimpico
(o stile libero) e compound. Il primo, come si evince dal
nome, ha pochissimi orpelli e assomiglia molto – almeno per la
tecnica di tiro – a quelli usati dai nostri antenati. Rispetto
all’arco nudo, lo stile libero (o arco olimpico) monta degli
stabilizzatori e un mirino. Il compound, ultimo ritrovato
della tecnica, è invece una specie di macchina da guerra che, oltre
agli ammennicoli sopra citati, è dotata di carrucole (cam) che
permettono di diminuire lo sforzo di trazione dell’arciere, oltre a
un mirino con lente di ingrandimento che consente tiri molto più
precisi. Inutile dire che è anche il più costoso. Un piccolo
concentrato di tecnologia sono pure le frecce. Costruite quasi
sempre in alluminio, carbonio o materiale composito, devono essere
perfettamente equilibrate per essere balisticamente al meglio. La
“messa a punto” dei dardi avviene attraverso l’inserimento di punte
e inserti di vario peso a seconda delle condizioni del campo di
gara.
E a proposito di gare…
I regolamenti
della Federazione internazionale, fatti propri dalla FITARCO,
prevedono competizioni all’aperto e indoor. In entrambi i casi, le
distanze degli arcieri dal bersaglio sono variabili: nell’outdoor
90, 70, 50 e 30 metri per gli uomini e 70, 60, 50 e 30 metri per le
donne; al chiuso 18 e 25 metri per entrambi i sessi.
Ma c’è anche un
altro tipo di gara, la Caccia e Campagna, la quale,
nonostante il nome, non ha nessuna finalità venatoria (anche se,
purtroppo, c’è anche chi si dedica alla caccia con l’arco).
Semplicemente, si svolgono in mezzo ai boschi, su percorsi divisi in
due parti: nella prima i partecipanti conoscono in anticipo le
distanze dai bersagli, nella seconda no. Il tiro con l’arco non è
pericoloso. Le frecce non possono partire per sbaglio, come invece
può accadere con il fucile o, per rimanere in un ambito simile, con
la balestra. Per scoccare bisogna tirare la corda (ci scusiamo con i
puristi della disciplina per la terminologia usata). È’ solo a quel
punto che chi si aggira intorno all’arciere rischia qualcosa. Ma, se
non si commettono imprudenze, incidenti non ne capitano. A meno che
un atleta in gara improvvisamente impazzisca e decida di puntare
all’avversario o ai giudici invece che al bersaglio. Finora non è
mai accaduto.
Ma gli sportivi leggono?
“L’Arte della Spada”
(titolo originale By the Sword) è un saggio sulla scherma
che, nell’edizione italiana, può fregiarsi dell’introduzione di uno
dei più grandi campioni che il nostro paese abbia mai avuto,
Edoardo Mangiarotti, vincitore di 13 medaglie olimpiche (6
d’oro), l’atleta più vincente nella storia dei Giochi. A scriverlo
l’inglese Richard Cohen. Dall'arte della costruzione della
spada alle tecniche di combattimento, dall'equipaggiamento dei
duellanti alle regole dei duelli, dalle implicazioni psicologiche e
sociali insite nelle sfide d'onore alla "guerra" tra Scuola Italiana
e Scuola Francese, dalle prime esibizioni "sportive"
all'esasperazione agonistica degli ultimi decenni, insomma tutto ciò
che appartiene al pianeta scherma entra a far parte del saggio di
Cohen. Il quale, oltre alla capacità di rendere piacevole anche la
lettura delle parti più tecniche, ha il gusto degli aneddoti e il
dono di saperli raccontare. È impossibile fare l’elenco dei tanti
personaggi storici che, con le loro storie, costituiscono la vera
forza del libro. Lasciamo a voi il piacere della scoperta.
Avvertendovi, per dovere di cronaca, che il libro in questione,
edito dalla Sperling & Kupfer, costa 19 euro. E li vale
tutti.
Gli appuntamenti del mese
TIRO CON
L’ARCO
8 dicembre -
Catania: gara Indoor 25+18 metri
11-12 dicembre -
Basiglio (Mi): Indoor 18 metri
11-12 dicembre -
Caorle: Coppa Italia Centri Giovanili
SCHERMA
6-8 dicembre -
Salerno: Prima prova Torneo Nazionale Under 14 (Fioretto maschile e
femminile)
11-12 dicembre -
Ravenna: Prima prova Qualificazione Nazionale (6 armi)
18 dicembre -
Lucca: Trofeo Città di Lucca - Coppa del Mondo Fioretto femminile
Under 20
18-19 dicembre -
Ariccia: Prima prova Torneo Nazionale Under 14 (Sciabola maschile e
femminile, Spada maschile e femminile) |