di Agnese Ananasso
Plasma o cristalli?
Sappiamo veramente di cosa parliamo? O un televisore al plasma è per
noi un elettrodomestico che funziona col sangue? Tra pixel, fonti
elettromagnetiche ed elettrodi, Bazar cerca di trovare un disordine
sensato
La
televisione si evolve, e almeno dal punto di vista tecnologico anche
il televisore. Da un paio di anni si fa un gran parlare di
digitale terrestre (Ddt), canali satellitari e
alta definizione, senza mai capire veramente di cosa si sta parlando
ma soprattutto: cosa servirà alla gente per poterne usufruire?
I
nuovi standard digitali non cambieranno radicalmente la nostra vita,
se non nel momento in cui ci troveremo davanti alla scelta tra tubo
catodico, schermo al plasma o a cristalli liquidi. Questo
sarà il vero cambiamento, quello del focolaio del terzo millennio,
il televisore. Infatti il caro vecchio televisore analogico (Crt,
Catodic Ray Technology) non è strutturato per supportare l’alta
definizione (il nuovo standard Hd – High definition - dovrebbe
arrivare in Italia a breve) che richiede schermi di grandi
dimensioni e, poiché le dimensioni e l’ingombro sono direttamente
proporzionali alla grandezza dello schermo, non si può andare in
media oltre i 36 pollici in formato panoramico. Lo schermo di un
analogico inoltre è troppo sensibile ai disturbi esterni e
alle fonti elettromagnetiche e questo porta alla produzione di
immagini disturbate. Le nuove tv digitali invece, oltre a prestarsi
alle grandi dimensioni per la forma ultrasottile ed essere
splendidi oggetti d’arredamento, offrono immagini ad alta
risoluzione, sempre più perfette, grazie alla tecnologia digitale.
Ma anche gli schermi al plasma e a cristalli liquidi (Lcd, Liquid
crystal display) presentano delle differenze, da non sottovalutare
quando si acquista.
Plasma
Quella al plasma è un'immagine istantanea e di gran
definizione, che si realizza uniformemente fino agli angoli esterni
dello schermo senza effetti di distorsione e sfarfallio. Questo
perché nella tecnologia al plasma, completamente differente da
quella dei display tradizionali, in ogni singolo pixel (l’unita di
misura del mondo in digitale) viene generata contemporaneamente una
sorgente di luce. Elettrodi carichi affacciati sulle
superfici di un pannello piano di vetro provocano l'esplosione di
scariche di un gas speciale, che creano l'emissione di luce
ultravioletta. Questa va a eccitare i fosfori verdi, rossi e blu
degli schermi. I pixel quindi si “accendono” tutti insieme,
al contrario di quello che avviene coi normali tubi a raggi
catodici, dove l'immagine viene creata con una rapida scansione
dello schermo. La superficie ricoperta di fosforo viene stimolata
direttamente e non si affida a una immagine proiettata sullo
schermo.
Questo fa sì che il display al plasma possa offrire angoli di
visibilità eccezionalmente ampi, per questo per schermi di
grandi dimensioni, dai 40 pollici in su. Il record dello schermo al
plasma più grande del mondo, è detenuto dalla Samsung, col
prototipo di 80 pollici. Lo schermo al plasma risulta più
caro di uno a cristalli liquidi ma in effetti, se si osservano le
dimensioni, si equivalgono.
Lcd
I
cristalli liquidi sono composti organici che possono avere sia le
proprietà dei liquidi sia le proprietà dei cristalli: come i
liquidi possono essere versati ma come i cristalli mantengono una
struttura molecolare ordinata. Quando viene applicato un campo
elettrico, le molecole si allineano parallelamente tra loro. Il
cristallo liquido, a forma elicoidale, ha la proprietà di cambiare
la polarizzazione della luce polarizzata di 90° o riflettere la luce
incidente. I pixel sono accesi da un apposito transistor. Rispetto
al plasma cambia quindi la composizione di quello che sta “dietro”
al vetro. I monitor a cristalli liquidi hanno numerosi vantaggi:
alta risoluzione, uniformità nello spazio e nel tempo (perché ogni
singolo pixel può essere indirizzato separatamente e non viene
influenzato dai pixel adiacenti). Inoltre sono sottili (1-2
centimetri) e leggeri, necessitano di una potenza elettrica molto
bassa, non espongono l'utente ai pericoli dei raggi catodici e
possono essere utilizzati anche per schermi di videocamere e
retroproiettori. I cristalli liquidi si prestano a dimensioni
più piccole, fino a un massimo di 40-42 pollici. Rispetto
al plasma risulta più duraturo nel tempo. Entrambi permettono di
utilizzare tutti i sistemi multimediali, dal DVD all’Home
Theatre, con una resa pressoché perfetta,
possibilità che un televisore tradizionale non offre.
Scegliere
Non è facile scegliere anche se
molti mediastore (Trony, Mediaworld,
Euronics) presentano offerte allettanti con pagamenti agevolati.
Certo, Lcd e plasma costano più di un televisore a tubo catodico ma
i prezzi sono calati molto in quest’ultimo periodo. Basti
considerare che gli schermi Lcd sono già arrivati alla settima
generazione dopo meno di tre anni. Questo vuol dire migliore
tecnologia a minor prezzo. Lasciando da parte i top di gamma,
come la nuova serie di Samsung Lcd LW 32A33W da 32 pollici
(con angolo visuale a 170 gradi con sensore di luminosità ambientale
dello schermo in base alla luce circostante), una buona tv a schermo
piatto Lcd di 26-30 pollici si può acquistare con una spesa che va
dai 400 ai 700 euro, come il Samsung LW15M23C, 15
pollici o l’LG RZ20LA70. Nella fascia
1.300-1.600 euro rientrano il Samsung LE 26 A41 26
pollici, il Philips 30 PF 9975 30 pollici.
Salendo un po’ di prezzo, intorno a i 2.700 euro si trovano schermi
a 37 pollici, come l’LG RZ 37LZ30 o a 32
pollici come il Sony KLV L32M1B. Di recente le
maggiori case hanno cominciato a produrre anche dei modelli
portatili wireless, leggeri e maneggevoli ma è meglio aspettare che
si perfezioni la tecnologia in questo senso prima di acquistarne
uno. Passando al plasma, con 2.500-3000 euro se ne può comprare
uno da 42 pollici, come il JVC PD 42B50 o il Sony
KE P42M1S. Quelli nominati sono modelli di buon livello,
senza troppe pretese ma con un buon rapporto qualità-prezzo. |