di Eva Buiatti
Mangia come leggi
Libri da mangiare e piatti da leggere da tutti i Paesi del mondo
per occasioni diverse.
Mole
poblano
“Con
entusiasmo si era messa a preparare il mole per il battesimo. Pedro,
che era nella sala accanto e la sentiva cucinare, provò nuove
sensazioni. Il baccano delle pentole, l’odore delle mandorle
abbrustolite sul comal, la melodiosa voce di Tita che cantava
cucinando, avevano risvegliato il suo istinto sessuale”
L. Esquivel, Dolce come il cioccolato, ed. Garzanti.
Il
piatto
Procuratevi
mezza tacchina giovane tagliata a pezzi. Fatene un brodo molto
ristretto, con poca acqua, tutti gli odori, pepe in grani, tre
foglie d’alloro e tre chiodi di garofano (deve bollire circa un’ora
e mezzo). In una padella tostate leggermente un pugno di mandorle
spellate e due cucchiai di semi di sesamo, e mettete da parte.
Preparate sul banco di cucina: una cipolla rossa, tre spicchi
d’aglio, una stella di anice, cinque chiodi di garofano, una stecca
di cannella, un peperone giallo, dieci peperoncini freschi,
zucchero, mezza tavoletta di cioccolata fondente (o ¾ se avete
coraggio), una fetta biscottata. Tritate finemente la cipolla e
l’aglio, e mettete a soffriggere in un grande tegame (ci deve
entrare tutto il tacchino) con un fondo abbondante di burro. Quando
sarà ben dorato, aggiungete i peperoncini privati dei semi e
soffriggeteli leggermente per poi metterli da parte. Aggiungete
adesso l’anice, i chiodi di garofano, la cannella e il peperone
giallo tagliato a fettine e lasciate cuocere per dieci minuti.
Scottate i peperoncini in acqua bollente e aggiungeteli di nuovo al
soffritto. Mettete nel tegame i pezzi di tacchino, salate al gusto
e insaporiteli con mezzo bicchiere di vino bianco, fino a che non
avranno preso colore. Estraete adesso il tacchino e mettetelo da
parte. Aggiungete alla salsa le mandorle, metà del sesamo e la fetta
biscottata sbriciolata e portate a ebollizione con una tazza del
brodo, lasciando cuocere 10 minuti. Adesso passate nel mixer la
salsa (meno l’anice e la cannella), che deve risultare piuttosto
densa. Rimettetela nel solito tegame, aggiungete di nuovo il
tacchino, e (atto di estremo coraggio!) la cioccolata in pezzetti.
Se il tutto fosse troppo appiccicoso, aggiungete ancora mezzo
bicchiere di brodo. Assaggiate senza paura: occorre ancora lo
zucchero per dare al piatto un gusto dolce-forte (sta a voi trovare
la dose giusta). Appena la salsa si raddensa sul fuoco basso,
spengete il fuoco e servite nello stesso tegame, spolverando con il
sesamo rimasto.
I commensali
Se oserete presentare
questo piatto in occasione del Natale, fatemelo sapere: avrete tutta
la mia ammirazione! Si tratta infatti di affidarsi alla tradizione
più profonda e antica, ma è una tradizione completamente “altra”,
radicata nelle campagne messicane. Festeggiate così il Natale se
avete con voi degli amici equi, solidali e teneramente globalizzati,
anche sereni e non spaventati di fronte alla liberazione degli
istinti più vitali, senza vergogna ad apparire come sono, sapendo
che gli altri a quel tavolo appariranno così a loro volta. Dà un
senso di intimità lasciar aleggiare il profumo delle mandorle e del
sesamo; non aprite la finestra, piuttosto se potete accendete un
fuoco qualunque, che sia un camino o un braciere o, in preda a
improvvisa follia, un falò in mezzo alla stanza: l’odore del legno
che brucia (magari con l’aggiunta di qualche buccia di arancia) fa
parte dell’incanto di un piatto che dovrebbe essere cucinato in
campagna. Evitate di prepararlo per una cena da single: non solo
sareste subissati dalla quantità, ma dopo averlo mangiato non
sapreste cosa fare di voi stessi.
Il libro
E’ a suo tempo famoso
(ne hanno fatto un film), molto femminile, un po’ selvatico, che
mescola senza pudore sesso e pappa, latte, neonati e donne,
dolcezza e crudeltà. A me ricorda molto il Messico dove è nato, e mi
attrae questo essere strano ma anche nostro se leviamo uno a uno i
nostri strati esterni, come la buccia di una cipolla. Leggetelo se
avete un amore pazzesco che non avreste mai pensato di avere, oppure
se non lo avete ma lo vorreste. Non fidatevi delle ricette del
libro: vanno modificate per renderle accettabili.
Dolce
come il cioccolato,
di Laura
Esquivel
edizioni Garzanti,
179pp., € 7,50.
Se c’è un libro che
vi piace, con un personaggio che mangia con gusto, e vi siete sempre
domandati che sapore avrebbe il suo piatto, scrivete a:
buiatti@bazarweb.info
Troverete la ricetta sul prossimo numero di Bazar! |