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JACK – A.M. Homes
(Minimum fax. 228 pp., 13 euro)
Jack
ha quasi 16 anni, età in cui negli Stati Uniti si prende la patente
di guida. Così, certi dilemmi morali scattano prima che altrove. Un
esempio? “Stai guidando e un animale ti sbuca davanti, tu (a)
sbandi per evitare di colpire l’animale anche se questo significa
mettere in pericolo il tuo e gli altri veicoli; (b) cerchi di
evitare l’animale, ma se lo colpisci, lo sposti a lato della strada”.
All’inizio di questo romanzo di formazione, Jack fornisce
istintivamente la risposta (a): sbagliando. Nel finale, durante la
prova d’esame, pur ancora con qualche perplessità, mette la croce su
quella corretta. Come dire: il passaggio dallo sguardo infantile
sulla realtà all’assunzione di scelte responsabili.
Solo
che agli esseri umani pare non sia dato evolvere senza sofferenza.
Perciò a scuotere Jack dal torpore, non fosse stato sufficiente come
evento traumatico la separazione dei genitori, arriva la rivelazione
da parte del padre di essere gay. L’autrice la fa avvenire su una
barca al centro di un lago, comunicandoci il senso di una
violazione: Jack vorrebbe scappare dalle parole paterne, ma non può
farlo. In poco tempo diviene bersaglio delle prese in giro dei
compagni di scuola: un dramma per un adolescente. La sua gli appare
come una situazione unica. Lui stesso teme di essere gay, non
trovando sui libri smentita alla possibile ereditarietà genetica. Si
sa che spesso ciò che non si conosce provoca terrore. Gradualmente
però le cose cambiano. Intanto, anche il padre della bellissima e
inarrivabile Maggie è gay, poi Maggie comincia a interessarsi a Jack
e Jack comincia a provare solidarietà nei confronti del padre
immaginando le discriminazioni che è costretto a subire in quanto
omosessuale. E forse ciò che succede alla famiglia di Max - il
migliore amico di Jack - è di gran lunga peggiore…
La
forza del romanzo d’esordio di A.M. Homes, nonostante la splendida
galleria di personaggi rappresentata, sta tutta nella voce
holdeniana di Jack. Quel mix di innocenza e disincanto, quella
capacità di non smettere mai di sognare che gli fa dire, durante un
seduta di guida, “che certe volte guidando sembra di andare
dritti contro il cielo”.
Colonna Sonora:
TIROMANCINO
Illusioni parallele
TALENT SCOUTING
FROM MEDEA –
Grazia Verasani (Sironi Editore. 124 pp., 10,50 euro)
Ci vuole un bel
coraggio a scrivere una storia così. E a metterla in scena,
trattandosi di una pièce teatrale. Per l’argomento: infanticidio.
Per il modo: non volendolo celare tra le pieghe del mito, ma
imbrattandosi le mani con il sangue della realtà. Di infanticidio se
ne parla pochissimo, essendo delitto inaccettabile più di qualsiasi
altro per le nostre coscienze di figli. Eppure accade, in Italia
come altrove, da nord a sud, a ricchi e poveri, e noi non ne
sappiamo quasi niente.
Si legga allora
From Medea. Ci si lasci trasportare per un’ora della propria
vita all’interno di un carcere psichiatrico. Ci si senta rinchiusi
in un universo claustrofobico, assieme a quattro donne. Sulle pareti
hanno appeso due icone - Madre Teresa di Calcutta e Courtney Love –
eloquente la gamma degli stati d’animo che le percorre. Le si
ascolti confessare il loro doppio assassinio: “quando uccidi tuo
figlio, è te stessa che fai fuori in quel momento”. Si noti la
mancanza di autoindulgenza: “tutte le famiglie fanno schifo. Ma
non è colpa loro se ho infilato la testa di mio figlio in un
sacchetto della Coop”. Non si dimentichi l’orrore di quanto
hanno commesso: “i bambini muoiono come gli animali, con
dignità. Muoiono senza esserne sorpresi”. Si osservi, senza
giudicare, la condanna irredimibile cui sono sottoposte “guarita
è esagerato… Comunque ci si abitua. Ci si abitua a tutto. Prendi uno
che resta cieco, prima urla, strepita, poi vive da cieco, punto e
basta”. Si lasci loro prendere fiato e sussurrare un sogno
consolatorio: “io vorrei essere senza ossa, fluttuare come una
medusa”. E subito dopo risprofondare nella consapevolezza che: “sarei[
una buona persona], se sparissi dalla faccia della terra. Non è
questo che tutti si aspettano da una come me?”
Non c’è modo di
congedarci da loro, in qualche modo pacificati. Allora lasciamole
cantare in dissolvenza Sally di Vasco Rossi: “forse, alla
fine di questa triste storia, qualcuno troverà il coraggio per
affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio, per
vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse
l’ultimo…”
Colonna sonora:
SYD BARRETT The madcap laughs
BAZAR COLLECTION

APPUNTI DI VIAGGIO
Rinaldo Donati (Stiva. 64 pp. + cd audio, 14 euro)
Avete
avuto una giornata dura, piena di contrattempi che vi hanno
ostacolato? Correte su per i gradini con le borse della spesa, le
chiavi in bocca, il giornale – che non avete avuto tempo di
sfogliare – sottobraccio? Allora, una volta in casa, richiusa la
porta e lasciato fuori il mondo ostile, mollate gli ormeggi,
liberatevi delle sciarpe, fatevi una doccia calda e concedetevi il
lusso di un massaggio ai piedi. E poi? Resistete alla tentazione di
accendere la tv. Spegnete le luci. Infilate il cd di Rinaldo Donati
nel lettore. Abbassate le palpebre. Lasciatevi condurre dalle note
nella foresta amazzonica, su una spiaggia caraibica, tra i colori e
i suoni di un mercato popolare. Non importa se non siete mai stati
in Brasile: immaginatelo con l’ausilio della bossanova.
Abbandonatevi al mood, improvvisate il vostro film sopra il
tappeto sonoro. La musica è già finita? Sono passati 23 minuti.
Premete il pulsante repeat. Accendete l’abatjour. Aprite il
libretto Appunti di viaggio. Mentre scorrono di nuovo le
note, posate gli occhi sulle parole e le immagini coloratissime
scelte da Rinaldo Donati per raccontarsi, per comunicare attraverso
altri codici il senso della sua ricerca musicale. Va meglio ora, non
è vero? Perché come dice Tom Waits, in una frase inserita da Donati,
“quello che ti resta è tutto ciò che hai amato”. E questo è
solo il primo di una serie di momenti da amare: gli Appunti di
viaggio continuano. Per saperne di più: info@maxine.it
Colonna sonora: MILTON NASCIMENTO
Angelus |