Gli studenti LUISS raccontano il loro viaggio nell'integrazione.
IL
BEL PAESE, UNA (CON)FUSIONE DI SUONI E SAPORI
Sembra strano che ancora oggi,
nel secondo millennio, in un epoca di globalizzazione e omologazione, ci si
trovi a parlare del problema dell’integrazione culturale. Noi ci siamo
interessati all’argomento e lo abbiamo voluto affrontare, cercando di capire
come le influenze etniche modifichino ed arricchiscano il panorama gastronomico
e musicale italiano. Partendo dalla macro area, Gastronomia, siamo andati a
cercare, in tutta Italia, quei ristoranti, quelle Associazioni, quei Festival
che fossero rappresentativi degli sforzi che vengono affrontati da tanti per
riuscire ad integrarsi e per far conoscere la propria cultura. Ci siamo resi
conto di come, nonostante spesso cerchiamo di rimanere chiusi nel nostro
piccolo mondo, sempre più siamo proprio noi, gli italiani stessi, ad entrare
nelle altre culture. Ne sono un esempio il ristorante multietnico Paladar di Firenze, nel quale abbiamo
realizzato un intervista video con la disponibilissima Signora Francisca, cuoca
e responsabile insieme ad altre due donne della società Delicias, “progetto che fa della diversità la sua maggiore
ricchezza perché attraverso il cibo si conosce, si parla e si costruisce”, e il
ristorante Go Thai di Roma, in cui lo
chef, Ren Francesco Liang, che ci ha dimostrato grande disponibilità
rispondendo alle nostre domande direttamente da Shangai, è sempre alla ricerca
di una combinazione giusta fra raffinati cibi asiatici e grandi vini italiani.
Abbiamo anche avuto il piacere e l’onore d’intervistare una delle chef più
affermate di Roma, Cristina Bowerman, che nella sua Glass Hostaria, ci ha fatto apprezzare la sua capacità di unire
sapori provenienti da tutto il mondo, e Noda Kotaro, chef giapponese che nell’ Enoteca la Torre, ci ha fatto provare il gusto della
cucina viterbese, completamente riletta però in chiave internazionale. Per
quanto riguarda Festival e Associazioni ci siamo interessati al Cous cous Fest di San Vito Lo Capo,
festival internazionale dell’integrazione culturale, che coinvolge tutti i
paesi dell’area euro-mediterranea e all’Associazione Sold-Out di Vallermosa, paese in provincia di Cagliari, che ha
promosso la manifestazione Sapori del Mondo con l’intento di valorizzare e
favorire l'integrazione degli immigrati
che vivono nel paese proponendo un esposizione di piatti tipici tradizionali
della propria terra di provenienza.
Per quanto riguarda invece la
macro area Musica, abbiamo parlato con artisti, musicisti e ballerini, e ci
siamo anche resi conto di quanto numerose siano le Associazioni costruite sul
principio che la musica è un modo di partecipare, condividere e stare insieme.
Tommaso Zanello, in arte Piotta, ci
ha concesso un’intervista video in cui ci ha spiegato questa sua evoluzione
musicale che lo ha portato verso la multiculturalità con i dischi come S(u)ono diverso e Multi culti. Ci siamo interessati all’ Associazione SINITAH, fondata da artisti africani,
cubani e italiani con la volontà di diffondere la loro cultura e tradizione sul
nostro territorio.
Nell’ambito della danza siamo
andati a parlare con la fondatrice e docente dell’Associazione culturale Arte Encuentro Flamenco, Reina Lopez,
ballerina professionista di grande esperienza, che è riuscita a creare un
centro di diffusione e confronto tra le danze popolari di vari paesi.
Infine abbiamo avuto modo di
parlare, con Attilio di Sanza, insegnante elementare, del Coro multietnico Se…sta voce, di cui è direttore insieme a Susanna
Serpe, e del Coro multietnico Romolo
Balzani, nato nel 2009.
A chiusura della nostra
inchiesta abbiamo voluto parlare delle due orchestre dell’Esquilino; l’ormai
nota a tutti Orchestra di Piazza Vittorio,
messa in piedi con entusiasmo dal direttore Mario Tronco e dall’Associazione Apollo 11, e l’Esquilino Young Orchestra, nata nel 2010, la prima orchestra
teatrale musicale giovanile in Italia.
Entrambi esempi di fusione tra
culture, sono la testimonianza di come la musica possa essere un reale mezzo di
integrazione (insieme alla gastronomia) e di come la condivisione possa
diventare valore e ricchezza per tutti.
Ludovica
Meo
CIBI
ASIATICI E VINI ITALIANI: LA COMBINAZIONE GIUSTA FRA CULTURA E GUSTO
Ren Francesco Liang, chef di
origine cinese, nato e vissuto a Roma,
oggi vive tra l’Italia e la
Cina, diviso sempre fra i suoi due locali, uno a Shangai, la
perla d’Oriente, e uno a Roma, la città eterna. Egli stesso trade union tra due
culture, amante dei vini italiani, è sempre alla ricerca, con la sua sapiente
capacità culinaria, di una combinazione giusta fra la cucina orientale e quella
italiana, fra i grandi vini italiani ed i raffinati cibi asiatici. Alla domanda
“In che modo è riuscito a realizzare questo incontro di sapori?” ha risposto
dicendo che trovandosi a viaggiare spesso all’estero, ed avendo una buona
conoscenza dei sapori italiani e della cucina vietnamita, è riuscito a trovare
un buon connubio fra questi, “facendo molta pratica e trascorrendo molte ore in
cucina, tra successi ed insuccessi, ma sopratutto osando osando osando!”.
Ludovica Meo
CRISTINA
BOWERMAN: IL MELTING POT DELLA SUA CUCINA
Tornata da 4 anni in Italia
dopo un soggiorno statunitense di 15 anni, Cristina Bowerman è una degli chef
più affermati di Roma grazie soprattutto alla sua abilità di preparare piatti
mescolando ed unendo tradizioni culinarie provenienti da tutto il mondo. La Glass
Hostaria, situata in Trastevere, è stata inserita fra i
35 migliori esempi di Restaurant design nel 2006 da Frame. Ed è proprio nella
sua Hostaria che ho avuto il piacere di incontrarla.
Dando
un occhiata al menù di oggi quali esempi si posso trovare di fusione
multiculturale?
Praticamente tutto. Dagli
antipasti, ai primi, ai secondi piatti fino ad arrivare al dolce, tutto risente
della mia formazione multiculturale. Posso prendere come esempio l’antipasto di
gamberi rossi crudi al sesamo, melone invernale, sedano, crema di bottarga,
spaghetti di soba e croccante bric. Puoi notare come il piatto contiene dei
gamberi e della frutta (accostare un frutto con un pesce è tipico delle Hawaii
e di tutto il centro-America) ma viene servito con dei spaghetti soba
giapponesi.
Secondo
te questa moderna ondata multiculturale
gastronomica , che ha portato al boom del sushi giapponese o alla nuova
abitudine di sostituire la pizza col kebab turco è solo una moda passeggera?
Limitare un cuoco alla sua
stessa cultura sarebbe solo
controproducente e anacronistico. Oggi il mondo si basa sulla circolazione di
informazioni e culture. Una volta un cliente mi disse che dovevo utilizzare
solo prodotti italiani, io risposi “ bhè allora tu perché non ti togli la
maglietta inglese che indossi? ”. Questa moderna ondata multiculturale gastronomica
non è una moda, al contrario è il futuro.
Alessio Barragato
NODA
KOTARO: QUANDO L’ORIENTE NON SI LIMITA A COPIARE L’OCCIDENTE
Noda Kotaro , chef giapponese
ormai indissolubilmente legato all’Italia, ha iniziato a lavorare come
lavapiatti in Giappone e oggi è considerato un cuoco di fama mondiale. Premiato
dal Gambero Rosso con una stella, lavora al Ristorante Enoteca La Torre
di Viterbo. Lo chef giapponese, che lavora in Italia 11 anni, sa esprimere al
meglio la cucina viterbese, completamente riletta in chiave internazionale.
Durante
i tuoi primi anni in Italia come hai cercato di integrarti professionalmente
nella nostra cultura?
Durante i miei primi anni ho
cercato di imitare la cucina italiana ed in particolare quella laziale, non mi
discostavo troppo dalle ricette tradizionali. Era il modo migliore per
integrarsi e soprattutto per poter lavorare. Alla fine quando mangi degli
spaghetti cacio e pepe come fai a sapere che chi li ha preparati è uno chef
giapponese?
Ora
invece sei libero di inventare?
Diciamo che ora con la mia
esperienza ho un bagaglio culturale che mi permette di mescolare più elementi
di diversi Paesi. Attualmente sto usando molto la cucina cinese, thailandese e
quella francese, oltre alla cucina italiana e giapponese ovviamente. Non c’è un
limite, utilizzo spezie provenienti da tutto il mondo.
Per
quanto riguarda l’arredamento del tuo locale , ci sono dei richiami ad altre
culture o degli elementi multietnici?
Annualmente ospitiamo delle
mostre di quadri di artisti contemporanei all’ interno del nostro Ristorante. I
clienti si trovano letteralmente immersi nella cultura.
Alessio Barragato
COUS
COUS FEST DI SAN VITO LO CAPO
Nel paese di San Vito Lo Capo,
da 14 anni, si svolge un “gustoso” evento, il Cous cous Fest, festival internazionale dell’integrazione
culturale, che coinvolge tutti i paesi dell’area euro-mediterranea e che
rappresenta un momento di festa e di approfondimento. Protagonista indiscusso
dell’evento è il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra
culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione. Alimento tipico del
Nord Africa e della Sicilia orientale, costituito da granelli di semola cotti
al vapore, è stato ribattezzato, a San Vito Lo Capo, piatto della pace, e
diventa il pretesto per far dialogare i popoli, per un confronto a tavola che
è, prima di tutto, un confronto culturale che valorizza le differenze.
La prossima edizione della
manifestazione si terrà a San Vito Lo Capo dal 20 al 25 settembre 2011.
Francesca Spatuzza
SAPORI
DAL MONDO
L'integrazione può passare
anche attraverso la conoscenza delle tradizioni culinarie dei popoli.
L'Associazione culturale Sold-Out di Vallermosa, in proposito,
promuove la manifestazione Sapori del Mondo che nasce con l'intenzione di
valorizzare e favorire l'integrazione degli
immigrati che vivono nel paese,
proponendo un esposizione di piatti tipici tradizionali della propria
terra di provenienza.
Il Direttore artistico
dell'Associazione Sold-Out, Angelo
Montis, ha dato gentilmente la sua disponibilità per una breve intervista.
Da
quale situazione sociale è scaturita
l'esigenza di organizzare la manifestazione Sapori del mondo?
È un dato di fatto che a
Vallermosa vivano moltissime persone provenienti dall'estero, e in realtà molti
di loro vivono il paese in modo molto marginale, non per problemi di
discriminazione sociale o altro, ma semplicemente per una questione culturale.
Serviva quindi uno stimolo per
favorire questa integrazione, una spinta che li coinvolgesse in una
manifestazione che li vede protagonisti.
L’integrazione è un processo
bilaterale dove la parola chiave è “conoscersi a vicenda”, condividere e
confrontarsi.
E
quale miglior modo del mangiare insieme per iniziare a conoscersi?
Quali
e quanti Paesi verranno rappresentanti nella
manifestazione che si terrà il 2 Aprile?
Sapori dal mondo è nata per promuovere l’integrazione degli immigrati
di Vallermosa ma l’obiettivo è quello di
farla crescere e renderla un punto di incontro tra chi sceglie di vivere nella
nostra terra e noi che ci viviamo da sempre.
Oltre ai paesi con i quali
abbiamo iniziato questa esperienza (Marocco, Senegal, Belgio, Germania,
Francia), già da quest'anno abbiamo dato la possibilità di proporre piatti tipici
anche ai residenti provenienti dalle altre regioni d'Italia (oltre alla
Sardegna, la Liguria,
il Friuli, la Toscana,
l'Emilia Romagna, la Campania).
Nella prossima edizione
pensiamo di ospitare anche altri immigrati residenti nell'hinterland, chiunque insomma
voglia portare i sapori della propria terra qui a Sapori Dal Mondo!
Eleonora Savona
SINITAH: DOVE LE CULTURE MUSICALI SI FONDONO
Milano, centro della più vasta
area metropolitana d'Italia, rappresenta
uno scenario urbano in cui si possono incontrare varie e diverse etnie,
ma affinché si riesca a godere delle potenzialità culturali altrui, è
necessario trovare dei punti d'incontro. Da sempre l'arte, e in particolar modo
la musica, è stata l'anello di congiunzione di diversi popoli, permettendo la
scoperta e l'integrazione di varie culture, senza cancellarne l'identità.
Un'Associazione che opera in
questi termini è l’Associazione SINITAH,
fondata da 8 artisti, africani, cubani ed italiani, nata a Milano nel Maggio
2003. Le attività che porta avanti sono principalmente di tipo artistico e
culturale, pertanto vengono organizzati corsi di musica, canto e danza
tradizionale sia del Burkina Faso (Africa Occidentale) che di Cuba, oltre a
laboratori teatrali e per l’infanzia.
Inoltre i fondatori hanno costituito
un gruppo musicale dove tutte queste culture si fondono a testimonianza del
fatto che la musica non ha confini ed è un linguaggio universale.
Eleonora
Savona
L'ASSOCIAZIONE
CULTURALE ARTE ENCUENTRO FLAMENCO
L'Associazione Culturale Arte Encuentro Flamenco è nata nel 1993,
con lo scopo di diffondere le danze etniche. Fondatrice e docente dell'
Associazione è Reina Lopez, ballerina professionista di grande esperienza, che,
chiamando a collaborare maestri di fama internazionale, è riuscita a creare un
polo per la diffusione e il confronto delle danze popolari di vari paesi.
Arrivate per assistere ad una lezione di flamenco, un po' disorientate, siamo
state guidate nella giusta direzione dall'eco dei tacchi.
Conclusa la lezione ci
tratteniamo con Reina Lopez, che gentilmente si è resa disponibile per
rispondere a qualche domanda.
Come
mai hai deciso di aprire questa scuola in Italia?
Io sono una ballerina italiana
però sono cresciuta in spagna. Ho imparato a ballare dai miei vicini di casa,
in modo diciamo selvaggio, anche se al giorno d’oggi non è più così. In seguito
la mia famiglia si è ritrasferita in Italia e io ho avuto la fortuna di trovare
un’insegnante spagnola nel nord Italia che aveva aperto una scuola di danza. Ho
iniziato a prendere lezioni da lei, e durante il corso, le mie compagne hanno
iniziato a chiedermi ripetizioni e, alla fine, ho deciso di aprire io stessa una
scuola. Sono arrivata a Roma grazie a un concorso dell’accademia nazionale di
danza.
Secondo
te l’integrazione può passare anche attraverso la danza? La danza può essere un
elemento di integrazione culturale?
Certo. Io penso di fare opera
di propaganda culturale nel senso che il flamenco non è solo anarchia ma anche
rigore. Basta pensare a quanto si deve andare a tempo matematico sulla ritmica
e al fatto che si deve seguire per forza chi canta o chi suona. Il flamenco porta un senso di comunità perché da
soli non lo si può ballare. Anche soltanto accingersi a ballarlo è integrazione
perché si impara a ballarlo in gruppo. L’integrazione non ha bandiere.
Il flamenco è fusione sia a livello di nascita che di sviluppo. Il primo
messaggio del flamenco è che, oltre alla ballerina ci deve essere anche una
persona che canta, una persona che suona, serve insomma tutto un mondo
intorno.
Eleonora Savona
Francesca Spatuzza
UN
LABORATORIO PER LA
CREAZIONE DI IDENTITÀ MULTIPLE
Attilio di Sanza e Susanna
Serpe, entrambi insegnanti elementari, operano in una realtà in cui la presenza
di alunni stranieri e Rom è considerevole. Mirata al loro inserimento, è stato
realizzato nel 2001 un coro interclasse, che è divenuto realtà stabile già nel
2002 col nome di Coro multietnico Se…sta voce. Omonima è l’Associazione di
volontariato, nata nel 2007, che opera esclusivamente per fini di solidarietà
sociale.
Nel 2009 è nato anche il Coro multietnico Romolo Balzani che vede la partecipazione di
cittadini appartenenti a diverse culture e in cui lo scambio è sentito da tutti
come una ricchezza.
Sul tema della musica, come
fattore di integrazione culturale, abbiamo parlato con Attilio di Sanza.
Vincere
pregiudizi e superare steccati è secondo voi la vera sfida che anche la musica
deve affrontare ?
La musica è superamento di
barriere e pregiudizi, di per sé abbatte steccati e unisce. Nel nostro campo la
scommessa è rappresentata dalla considerazione che ciascuna voce in un coro
rappresenta la personale identità che viene messa in gioco: ciascuna
voce/identità DEVE confrontarsi con le altre, DEVE appoggiarsi alle altre per
cercare l’armonia, per non stonare. In questo modo ognuno rafforza la propria
identità, e contribuisce a crearne una di gruppo in cui si riconosce, chiede e
dà rispetto. In questo modo spontaneo si sviluppa la piena considerazione e
rispetto di sé, degli altri, dagli altri.
Nella
canzone Tanti modi di mangiare
cantate tanti modi di mangiare vi faremo
ora vedere, tanti modi di mangiare vi faremo ora ascoltare. Secondo voi la
musica e la gastronomia sono due mondi che vanno di pari passo nella
costruzione di una condivisione sociale?
Assolutamente si! Il mangiare
e' ritmo, scansione, rituale; come la musica che esprime stati d'animo e
bisogno di condivisione e conforto; spesso la musica ha bisogno della parola
così come il cibo ha bisogno del gusto.
Musica (arte in generale) e
gastronomia vanno di pari passo; si può ricorrere all'equivalenza: il canto ben
eseguito sta all'accordo come il buon cibo sta all'equilibrio dei giusti
ingredienti.
Penso che si debba trovare in
ogni attività l' "accordo/gusto", la tonalità giusta e perfetta, il
piacere che genera progresso e curiosità', quindi conoscenza. La conoscenza
reciproca nasce anche assaporando i differenti cibi, e' indispensabile per una
sopravvivenza pacifica e interattiva, si teme e si ha paura di ciò che non si
conosce, e l'altro/cibo va conosciuto altrimenti nascono e si consolidano i
pregiudizi .
Ludovica Meo
L'
ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO E L'ESQUILINO YOUNG ORCHESTRA
L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata nell’estate del 2002 grazie al
direttore Mario Tronco e al gruppo di Apollo 11 che hanno trovato nel quartiere
multietnico dell’Esquilino una grande ricchezza di suoni e musicisti. Prima
orchestra multietnica d’Europa a proporre un repertorio originale, è composta
da 16 musicisti provenienti da 11 paesi diversi.
Grazie all’Associazione Apollo 11 è nato anche, nel 2010, il
progetto dell’Esquilino Young Orchestra.
Quella dell’Esquilino è la prima orchestra teatrale musicale giovanile in
Italia, composta da ragazze e ragazzi provenienti da diverse culture, migranti
e figli di migranti.
Dina Capozio, dell’Associazione
Apollo 11, ha gentilmente risposto ad
alcune domande sul progetto del suo gruppo.
Come
è nata l’idea di formare l’Esquilino Young Orchestra?
L’idea di dar vita a una
formazione di giovani musicisti era già balenata ad alcuni esponenti
dell’Associazione Apollo 11, avendo
alle spalle la formazione e il gran successo dell’Orchestra diPiazza Vittorio.
Si è maggiormente concretizzata su sollecitazione della Fondazione Vodafone Italia che è molto impegnata
nel promuovere progetti di recupero per adolescenti con esperienze di vita
difficili e complesse.
Secondo
voi l’integrazione può passare anche attraverso la musica?
La musica, si sa, è un
linguaggio universale, fa star bene, rallegra e rende sereni. È di per sé un
veicolo straordinario d’incanto e gioia.
Inchiesta a cura di A cura di: Giuseppe Cassarà, Benedetta Giangrande, Giulia Bellalbero, Cristina Gessica Gaudino, Chiara Ragosta continua..
 
24 02 2012 E LA LETTERATURA?
Inchiesta a cura di Benedetta Pecorilla, Francesca Zupi, Stefano Intreccialagli, Giulia Bellalbero continua..
 
24 02 2012 L’escapismo nella società del web 2.0
Inchiesta a cura di Roberto Cialfi, Luca Raffaele, Marinella Stanca, Camilla Bistolfi, Francesco Bongiorno, Federico Solfrini, Edoardo Bolognese continua..
 
24 02 2012 Donne e sport
Inchiesta a cura di Sophia Ricci, Greta Bongrazio, Ester Vinciguerra continua..
 
01 02 2012 IL CINEMA AI TEMPI DELLO SWITCH OFF
“DITE ADDIO ALLA PIZZA”. A parlare è il cinema, che con l’anno nuovo ha raggiunto quota 50% di sale digitali. Il sorpasso segna l’abbandono della pellicola e delle “pizze”, quelle bobine di 35mm che pesano quanto un italiano medio al ritorno dalle feste. E mentre il vecchio proiettore è in fase terminale (in gergo switch-off), lo spettatore non sa nemmeno di passare al nuovo digitale (switch-on). Ma d’altronde un cambiamento che avviene alle nostre spalle (il proiettore lì sta!) non sempre si fa riconoscere. Eppure la guerra fredda del cinema sta per esplodere. Il 2011 è stato l’anno della corsa agli armamenti, ora il muro che separava il cinema dai video e da internet si sta assottigliando. Distributori, produttori, registi, indipendenti sono pronti a schierarsi lungo una sottile linea rossa, i grandi per salvare i diritti, i piccoli per salvare la pelle. Il nemico è alle porte e Lassie ancora non è ancora tornata a casa. Il cinema di nicchia, indipendente e giovane spera in un futuro roseo, armato di produzioni a basso costo, economia di coda lunga e digitale. Ha fatto a se stesso tante promesse. Anzi otto buoni propositi per sopravvivere all’inverno. E il letargo non è un’opzione. continua..
 
28 07 2011 Eugenia Romanelli presenta "Vie di fuga"
Eugenia Romanelli presenta "Vie di fuga" insieme all'artista Paola Turci, il presidente dell'Ansa Giulio Anselmi, la giornalista di Repubblica Rory Cappelli, l'assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma Cecilia D'Elia e la star di Facebook Bianchino Bianchini. continua..
 
20 07 2011 VIE DI FUGA - Inizia la corsa al sold-out per il gatto 2.0
Il romanzo che non esiste impazza sul web. continua..
 
15 07 2011 VIE DI FUGA
SE HAI SEGUITO IL GATTO BIANCO, GUARDA IL TRAILER E PRENOTA IL LIBRO! continua..