E(SPERIENZE)LETTERATURA
“Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta
che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca
in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.
Si
voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere
parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che
facessero: su uno schermo, è logico”
A scriverlo è Isaac Asimov
nel racconto Chissà come si divertivano! del 1954, dove due bambini trovano
un libro nel 2157, “un vero libro!”. È
una storia che sta perdendo i connotati della fantascienza per diventare
verosimile, e che prefigura il dibattito di oggi sulla letteratura.
La questione viene
magistralmente analizzata da Massimo Riva, Professore Ordinario di Studi
Italiani e Media Moderni presso la Brown Univerity, ne Il futuro della Letteratura. L’opera
letteraria nell’epoca della sua (ri)producibilità digitale. Da anni a
contatto con i pionieri della eLetteratura,
Riva riflette su questo genere e sulla letteratura nella sua essenza e
sostanza, scardinando i pregiudiziali modelli culturali e sociali che la
definiscono, per approdare all’anima della letteratura: un’esperienza. Estetica, cognitiva, significante, significativa,
poetica, trascendente, umana.
Se finora l’esperienza letteraria ha trovato
espressione attraverso il medium del libro,
che comporta una lettura circoscritta, concentrata e riflessiva, è pur vero che
già dai tempi del Postmodernismo si reclamavano per essa confini più ampi, con
l’idea del romanzo enciclopedico o
dell’iperromanzo a rete di Calvino.
E se la letteratura fa attraverso un medium (il libro) e
attraverso il linguaggio, di cui lo scritto è una declinazione, è pur vero che
oggi i media digitali permettono nuove modalità, nuovi linguaggi, nuove realtà
e nuove esperienze anche fisiche.
Questo significa che è arrivato il momento per la letteratura di allearsi con
la tecnologia per ampliare i suoi confini e approfondire l’analisi della realtà
umana. Se infatti il ruolo della letteratura è illuminare l’uomo sulla sua
relazione con la complessità del mondo in cui è immerso attraverso la
narrazione, oggi la letteratura può diventare eLetteratura dando espressione
all’odierno homo technologicus, che
vive in una dimensione anche virtuale e in cui le tecnologie informatiche e di
comunicazione stanno diventando sempre più reali e onnicomprensive della
quotidianità.
Benedetta
Pecorilla
LA
CARTA CAMBIA PELLE
Mentre i lettori familiarizzano con la lettura attraverso i
nuovi supporti digitali come Tablet,
Smartphone e Kindle, l’Associazione Italiana Editori (AIE) rivela, attraverso i
rapporti presentati a Francoforte e alla fiera di Roma Più libri più liberi, come gli eBooks abbiano riscontrato, rispetto
al passato, un incremento del 40,4% di mercato, contribuendo a far raggiungere
la quota del 10,1% al complessivo mercato editoriale digitale.
Un mercato editoriale lento e l’allergia degli italiani alle
innovazioni spiega perché in Italia la percentuale degli eBooks venduti
sul totale è ancora inferiore allo 0,5%, una quota decisamente lontana dal
3,7% che registra la Gran
Bretagna. Il mercato trainante rimane quello degli Stati Uniti, dove la
maggiore diffusione degli eBook è dovuta al largo anticipo con cui l’editoria
si è mossa. Era infatti il 2007 quando Jeff Bezos, fondatore di Amazon, lanciò il primo modello di Kindle, il più diffuso lettore eBook
oggi alla sua quarta generazione. Ormai i lettori d’oltreoceano considerano gli
eBooks alla stregua dei libri cartacei, tanto che il New York Times da
qualche mese stila la classifica degli eBook più scaricati oltre a
quella dei cartacei più venduti.
Tuttavia, anche un mercato
ritardatario come quello italiano sta iniziando a dimostrare dinamicità nel
creare le condizioni di sviluppo del mercato editoriale digitale.
Amazon.it ha aperto un
Kindle Store e ha lanciato il primo Kindle in lingua italiana, nelle versioni Kindle 4 e Kindle Tounch, con un’offerta di 16.000 titoli italiani e 900.000
titoli internazionali.
Inoltre
Amazon assume anche in Italia la veste di editore attraverso il sistema Kindle
Direct Publishing, che
consente agli autori di pubblicarsi in proprio, riconoscendo loro il
70% delle royalties e aggiungendosi così alle imprese self-publishing de ilmiolibro.it e Book-on-demand.
Contemporaneamente, anche
le case editrici Einaudi e add Editore diffondono la cultura della
lettura digitale allegando alla copia cartacea la versione eBook. Già da tempo Aìsara e Voland operano tra i social network come Facebook, Twitter e aNobii
(un social network per i feticisti dei libri e della letteratura), creando
gruppi di lettura e fidelizzando i clienti che vengono coinvolti nell’attività
di critica e commento. Da due anni
Gruppo Albatros, il cui circa 15% delle vendite proviene dal digitale,
commercia testi in PDF e da Gennaio si instaurerà nel mercato delle App, come prevede di fare entro la fine
del 2012 anche Bignami, per la gioia
degli affezionati lettori-studenti. Lonely
Planet ripubblicherà a Gennaio la guida di due tomi dell’India in ePub per
festeggiare venti anni di attività in Italia; da qualche mese commercia le
mappe tramite App e da un anno ha digitalizzato circa 70 guide in 600 capitoli
PDF, un formato vincente e versatile che permette ai lettori di acquistare
anche solo singoli capitoli.
Se alcuni editori
abbracciano dunque l’innovazione e il cambiamento, altri operatori temono
invece una crisi simile a quella dell’industria musicale tradizionale. La
preoccupazione principale è legata alla tutela dei diritti d'autore, alle nuove
forme di distribuzione e al carattere estremamente volubile di un mercato
giovane come quello degli eBook.
Si sta addirittura
prefigurando l’ipotesi di un mercato senza più librerie, agenti, redattori ed
editori. La chiave potrebbe essere la tecnologia distributiva ed editoriale del
Print on Demand, promossa da Aracne Editrice ed Ermes Servizi Editoriali integrati, che insieme pubblicano un
catalogo di 500 titoli scientifici all’anno, e che tentano di costituire un
consorzio di editori scientifici, condividendo i titoli e il service, per
ottimizzare costi e logistica di pubblicazione e distribuzione.
A pensarla diversamente è
invece Alessandro Trigona Occhipinti,
Segretario Generale del Sindacato Nazionale Scrittori (SNS), che suggerisce un
panorama editoriale dominato dagli operatori delle telecomunicazioni, in
sostituzione delle case editrici, in grado di promuovere un rapporto diretto
tra autore e lettore.
È evidente che siamo in un
momento di transizione dove il fattore di innovazione è “l’idea che nell’epoca
della realtà virtuale l’esperienza letteraria non possa più limitarsi alla
lettura di un libro, ma assuma forme inedite, insospettabili soltanto una generazione
fa”, Massimo Riva, Il Futuro della
Letteratura: L’opera letteraria nell’epoca della sua (ri)producibilità digitale.
Gli scenari futuri nello
sviluppo del binomio cultura-tecnologia potrebbero aprirsi alla cosiddetta eLetteratura, forma espressiva
per la quale i supporti informatici, dal computer a internet ai singoli
software, non rappresentano solo un mezzo di lettura dell’opera ma lo strumento
stesso della creazione.
I contenuti nascono già elettronici,
quasi sempre interattivi, arricchiti da audio e video o animati da algoritmi
che spostano lettere o capitoli.
La letteratura si spinge
dunque ai confini con l’arte e la tecnologia, rendendo una fruizione unica e
irripetibile.
Francesca
Zupi
EVOLUZIONE
E RIVOLUZIONE: DALL’EBOOK ALL’APP
Il mercato mondiale e
italiano degli eBook è in espansione continua e le proiezioni di vendita parlano
di crescita anche per il 2012.
L’avvento di Amazon tra gli
editori digitali con il self-publishing, insieme a Book-on-demand e
ilmiolibro.it, ha portato a una vera rivoluzione, per cui con un semplice click
qualsiasi utente può condividere e
pubblicare il proprio eBook in uno dei negozi online di letteratura digitale.
La forza degli eBook sta
nella loro semplicità di condivisione e nella velocità di sviluppo del web;
tuttavia molti studiosi cominciano a interrogarsi sull’evoluzione della
letteratura digitale nei prossimi anni.
A tale proposito il 25
novembre scorso si è tenuto a Milano “LibrInnovando”, un convegno in cui undici
blogger hanno cercato di immaginare il futuro della letteratura digitale, dalla
figura dell’autore al panorama dei diritti digitali, e dal quale è nato il
libro “La lettura digitale e il web”
che raccoglie le riflessioni scaturite dall’analisi del fenomeno eBook.
L’avvento dei Tablet ha
portato autori e sviluppatori di applicazioni alla creazione di un nuovo
formato di fruizione della letteratura elettronica, le App, molto diverse dal semplice eBook, e per molti aspetti
rivoluzionarie.
Nate principalmente per
Tablet, le App sono un tipo di letteratura dove la caratteristica principale
diventa l’interattività tramite la multimedialità: non più semplici testi, ma ipertesti ipermediali costituiti dalla
storia scritta, da un’ambientazione fatta di immagini, suoni e colonne sonore,
e da un’interfaccia touchscreen che permette di interagire con il racconto. L’utente
ha la sensazione di essere lui stesso a plasmare la storia attraverso le sue
scelte e la sua interazione, come se partecipasse a un gioco di ruolo.
Questa nuova concezione del
libro può risultare ostica agli amanti dei libri in formato “classico”, ma i
dati parlano chiaro: la sezione “Libri” all’ interno dell’ App Store di Apple,
in termini di download e interazioni, è seconda soltanto alla sezione “Giochi”,
e i commenti degli utenti sono per lo più positivi.
La tipologia più cliccata
di App è la favola per bambini. Molte di queste applicazioni leggono
automaticamente la storia, evidenziano le parole importanti, interagiscono con
il bambino e gli insegnano a riconoscere e a nominare gli oggetti tramite la
loro pronuncia.
Il gioco diventa
apprendimento e proprio in virtù di questo principio la Facoltà di Scienze
della Formazione dell’Università degli Studi di Torino ha collaborato con l’azienda
Jekolabcon sviluppando l’App “I tre porcellini”, tra le più richieste in
Italia. Un altro esempio tutto italiano è la Elastico App con “Pinocchio per
iPad” dove la fiaba di Collodi prende vita attraverso animazioni, musica e
immagini.
Ma le App di libri non sono
solo per i più piccoli. Molti esperimenti di letteratura interattiva hanno
infatti evidenziato dati positivi per altri target di utenza e in Italia uno
degli esperimenti di più successo è stato “SXHO” della Element Apps. Con questa
applicazione il libro di Pablo Palazzi si trasforma in un romanzo noir
interattivo con tanto di colonna sonora e immagini, in cui la trama si sviluppa
in base alle scelte del lettore e alla sua capacità di trovare gli indizi all’interno
della narrazione, e il vero protagonista diventa colui che interagisce con la
storia stessa.
Il successo delle App
spinge a interrogarsi su cosa sia e cosa sarà la letteratura nell’era del web
2.0.
La spinta verso una sempre
maggiore interazione rende i lettori sempre più partecipi delle storie e l’autore
non è più un solo individuo, ma si plasma in un’équipe di artisti e informatici
che creano un’opera corale.
Il fenomeno delle App è
quindi una realtà tangibile, ma ancora di nicchia perché irrimediabilmente
legato alla tecnologia dei Tablet e alla possibilità di connettersi a internet.
Il digital divide e la bassa diffusione della rete nel nostro Paese possono
dunque risultare un ostacolo alla maggiore diffusione di un fenomeno che piace
molto agli italiani e che altrimenti avrebbe già spiccato il volo.
Stefano
Intreccialagli
MULTI,
INTER, IPER, e…LETTERATURA!
Non è eBooks né audiolibri.
Non è Apps né digitalizzazione della letteratura.
È nativa digitale, e solo
digitalmente fruibile. Converge e fonde sistemi semiotici e linguistici,
tecnologie e media. Ha due linguaggi, “la lingua naturale e il codice macchina,
tra parola e software, questa la sua origine”, evidenzia Paola Carbone, docente
di Letteratura Inglese presso la IULM di Milano.
È ibrida, è mutagena, è
fluida, è dinamica. È multimediale, è interattiva, è ipertestuale.
È la eLetteratura, genere che esprime ed esplora il medium digitale e il
rapporto dell’uomo con la macchina, che evolve con l’evolversi della
tecnologia, in cui il medium stesso struttura e veicola l’estetica e il
significato del lavoro.
Sono “le opere con un
importante elemento letterario che sfruttano le capacità e i contesti forniti
dal computer autonomo o collegato in rete”, secondo la definizione coniata
dalla ELO, Electronic Literature Organization, struttura nata nel 1999 in seno
al Maryland Institute for Technology in the Humanities, che cataloga, promuove
e studia la eLetteratura.
Ed è in ambito accademico
che questa forma letteraria ha trovato diffusione e freno. Molti degli autori e
dei teorici sono docenti di letteratura, ITC o scrittura creativa, che fin
dagli anni ’90 si sono fatti promotori della cultura digitale, trasformando le
università in laboratori per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione della
eLetteratura. Ma mentre in paesi come gli Stati Uniti e la Spagna la novità ha
subito attecchito e trovato lettori esperti,
in Italia fa ancora fatica a emergere a causa dell’atteggiamento critico delle
istituzioni accademiche e dell’iniziale
disinteresse degli studenti. A dichiararlo è Paola Carbone: “ho sperimentato
personalmente tutto questo. Quando nel 1998 ho creato le prime classi virtuali
e ho iniziato a parlare di computer, software e ipertesti nel mio corso di
letteratura inglese, il 90% degli studenti non aveva mai visto una casella di
posta e la metà ha ‘sopportato’ il programma”.
Oggi la situazione è
diversa, le tecnologie digitali permeano sempre più la vita quotidiana, “la realtà
virtuale diviene sempre più reale”, afferma Riccardo Rita, consulente per la
comunicazione e scrittore, ma comunque la eLetteratura, che media tra l’uomo e
la società informatica, difficilmente avrà futuro in termini editoriali.
Infatti le case editrici
tradizionali non rischiano investimenti in un mercato molto limitato e l’unico editore che dal 1982 pubblica ipertesti
narrativi è la Eastgate System, con
un fatturato equivalente a quello di un piccolo editore. In molti casi le opere
sono fruibili gratuitamente sul web, si trovano su supporto digitale offline
sotto l’etichetta di editori universitari, sono reperibili su Amazon oppure sono presentate sotto
forma di istallazioni a festival di arte digitale, esposizioni o readings.
“Esistono poi piccole realtà
indipendenti che pubblicano autonomamente le proprie opere di eLetteratura come
la Dreaming Methods che
sta inoltre elaborando un software per rendere fruibili tali opere anche su
tablet come l’iPad”, illustra Fabio De Vivo, dottorando all’Università di
Macerata ed esperto di eLetteratura.
In merito ai possibili sviluppi della eLetteratura, Paola
Carbone afferma: “Credo che neppure gli scrittori possano rispondere a questa domanda.
Il mondo della comunicazione digitale è talmente magmatico che non si possono
formulare ipotesi ragionevoli e credibili”.
Giulia Bellalbero,
Benedetta Pecorilla
COPYRIGHT
OR RIGHT TO COPY? COPYLEFT
“Il copyleft è una ‘licenza’ che l’autore, detentore del copyright,
concede ai fruitori della propria opera. Lo scopo è di liberalizzare la
circolazione dell’opera, evitando al contempo che eventuali modificazioni di
questa comportino l’incardinarsi di un ‘nuovo’ copyright in capo a chi ha
operato le modifiche. L’autore sfrutta infatti la normativa sul copyright, in
forza della quale può impedire in capo a qualsiasi soggetto la creazione di
diritti che ostacolino la libera circolazione della sua opera per come egli l’ha
prefigurata.” Così Carlo Lanza, Professore Ordinario di Storia del Diritto
Romano alla Seconda Università degli Studi di Napoli, spiega il copyleft, concetto che trae origine
dalla lotta al software hoarding, (l’accaparramento
del software), pratica per cui si chiede la fornitura di un software e il suo
libero utilizzo, per poi arrogarsi il copyright sulle modifiche ad esso
apportate.
Un’idea divenuta ideologia
del sovvertimento delle restrizioni imposte dal copyright allo sviluppo e alla
diffusione della conoscenza. Filosofia fatta propria da soggetti come Google e Wikipedia che da anni operano per la libera condivisione del sapere
e per la fruizione dell’arte in rete, allo scopo di ampliarne la diffusione.
Per impedire l’eventuale stravolgimento delle opere, sono state create delle
licenze chiamate Creative Commons: condivisione della conoscenza e
partecipazione alla costruzione del sapere universale, sì, manipolazione no.
Benedetta
Pecorilla
IPER-RETI
DI IPERSTORIE, IPERLETTURE E IPERVERITA’
In principio era il XVI
secolo e il Leggio Rotante di
Agostino Ramelli, progetto per la consultazione contemporanea di più testi. Era
il primo ipertesto.
L’idea approdò poi nell’informatica,
a riprova dello stretto legame tra letteratura e tecnologia, grazie a Vannaver
Bush, ingegnere, che nel saggio del 1945 Come
potremmo pensare, descriveva un sistema di informazione interconnesso. Nel
1980 Bill Atkinson creava per la Apple HyperCard,
software in grado di gestire grandi quantità di dati sotto forma di immagini e
testi, e nove anni dopo Tim Barners-Lee inventò il World Wide Web, l’ipertesto più diffuso e utilizzato al mondo.
Il saggio di Bush
influenzò Ted Nelson, colui che nel 1965 definì il concetto di ipertesto letterario: “scrittura non sequenziale - testo che si
dirama e che consente al lettore di scegliere; qualcosa che si fruisce al
meglio su uno schermo interattivo. Così come è comunemente inteso, un ipertesto
è una serie di brani di testo tra cui sono definiti dei collegamenti che
consentono al lettore differenti cammini”.
E l’ipertesto è il genere
storico della eLetteratura, che Paola Carbone, docente di Letteratura Inglese,
così analizza: “si tratta di una organizzazione del pensiero secondo spazi circoscritti,
molteplici, polisemici. La narrazione è concepita per frammenti di significato
che devono essere ricuciti dal lettore, il quale diventa l’autore primo del
testo che lui stesso produce attraverso l’atto della lettura. L’ipertesto
vive nel link, nella sutura tra un
brano e l’altro, nell’unità che si forma tra soggetto, testo e processo di
lettura. Ma esso vive anche nella molteplicità dei percorsi narrativi e quindi
nella rete di possibili letture, architettate dagli
autori, sempre coscienti che il finale della storia è assolutamente aperto e
imprevedibile.”
Fabio de
Vivo, dottorando all’Università di Macerata ed esperto di eLetteratura, propone
una classificazione dell’ipertesto in tre generazioni: Ipertesto, Ipermedia e Cybertesto. L’Ipertesto e l’Ipermedia, che riguardano rispettivamente la connessione di parti
di testo e la relazione di immagini, video e suoni con il testo, si configurano
come generi altamente interattivi in cui il lettore produce la struttura
narrativa attraverso la scelta di link che opera. Il Cybertesto, invece, si caratterizza per la supremazia della
macchina nel dare forma al testo che, attraverso algoritmi e software, si
auto-genera.
Opera
di eLetteratura che più di ogni altra ha dato vita al concetto di ipertesto è Patchwork Girl, or a Modern Monster di
Shelley Jackson. La protagonista, PG, è una moderna Frankenstein che, in un
mondo che l’accoglie, è “l’insieme delle
personalità delle donne e degli uomini a cui le parti del suo corpo sono
appartenute. E’ un’identità fluida fatta di informazioni, resa viva da una
molteplicità di identità che sono trattenute nelle suture del suo corpo”, Paola
Carbone.
Ipertesti estremizzati possono essere considerate le opere
costruite con la logica del database,
“che supera il principio di causa ed effetto, le categorie di fabula e
intreccio, del narratore e del personaggio, della struttura, dell’unità di
tempo e di luogo”, Paola Carbone.
Il database consiste in una raccolta di informazioni
organizzata in una determinata struttura e Bleeding Through - Layers of
Los Angeles 1920-1986 di
Norman Klein, nato in seno al Labyrinth Project della Southern California
Univerity, ne è il paradigma letterario. “Cercarvi una possibile trama equivale
a un’attività investigativa”, P.C. Fornite tutte le premesse e i dati iniziali,
infatti, spetta al lettore la selezione e combinazione del materiale per
scoprire la verità sulla protagonista. Verità che risiede in ogni singolo
abitante della città di Los Angeles, nelle loro relazioni e nel tempo che hanno
vissuto, ma soprattutto, una verità che risiede in ogni molteplice
interpretazione che ogni lettore da alla storia.
Benedetta Pecorilla
SOLITUDINE
ITALIANA
In Italia la eLetteratura e
la eArte sono quasi sconosciute e le iniziative volte a diffonderle stentano ad
avere riscontro di pubblico. Tra gli studiosi di spicco ricordiamo Paola
Carbone, docente di Letteratura Inglese, Massimo Riva, docente di Studi
Italiani e Media Moderni, e Fabio De Vivo, che ha creato una rete europea
dedicata alla eLetteratura, DDDL (Digital, Digital Digital Literature), e il
forum eLitRPro. Tra gli artisti italiani, che si caratterizzano per la
predilezione per la ePoesia, ricordiamo Gianni Toti, pioniere purtroppo
deceduto, Caterina Davinio, che espone regolarmente alla Biennale di Venezia, e
Lello Masucci, impegnato a Napoli nella propaganda della eArte in tutte le sue
declinazioni: ePoesia, ePittura, eTeatro.
Il 23 Maggio il Sindacato
Nazionale Scrittori ha organizzato un convegno, Letteratronica II – Colloqui, a cura di Tiziana Colusso e Marco
Palladini presso la Biblioteca Vallicelliana a Roma.
Benedetta
Pecorilla
http://www.aie.it/LinkClick.aspx?fileticket=VhebinUVCfg%3D&tabid=2808
http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-23-2011.10.10/01_IL%20MERCATO%20DIGITALE%20(2007-2010).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht554800
http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-24-2011.10.10/02_LA%20PRODUZIONE%20E-BOOK%20(2010-2011).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht553775
http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda10-25-2011.10.10/03_LA%20PRODUZIONE%20DIGITALE%20(2007-2011).pdf?IDUNI=caq4yc3hucl1tuq4j1t4ht55291
http://www.intralinea.it/volumes/eng_more.php?id=10_0_2_0_M30%
http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&view=article&id=163%3Atre-considerazioni-su-amazon-editore&catid=56%3Aeditoria-digitale
http://www.nytimes.com/2011/10/17/technology/amazon-rewrites-the-rules-of-book-publishing.html?_r=1&pagewanted=all
http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle
http://www.iquindici.org/content.php?article.51
http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto
http://scriptaweb.eu/Catalogo
http://www.pacinottitaranto.it/index2.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=28&Itemid=45
http://eliterature.org/
http://www.elettroletteratura.org/
http://eliterature.forumattivo.com/