I “caricabandi”
Sono quelli che si
occupano della compilazione telematica dei bandi di concorso
nella Pubblica Amministrazione. Burocrati? No. Atleti in
corsa, con la competitività nel sangue e la voglia di
vincere
Oggi intervistiamo
alcuni dei templari che si occupano di partecipare
alla compilazione telematica dei bandi. In pratica quelli
che con spirito indomito, competenza e una buona dose di
incoscienza slalomeggiano tra problemi informatici,
procedure tortuose, stress, cronometro e altri mille
incidenti di percorso accessori. La prima domanda seria
potrebbe essere: “ma chi ve l’ha fatto fare?” ma la risposta
sarebbe da fondamentalista armato e l’intervista si
tramuterebbe immediatamente in un trattato di psicologia
patologica del lavoro. Quindi…
Quali sono i
prerequisiti professionali e personali per chi vuole
intraprendere questo ruolo all’interno di una azienda di
servizi o di forniture per la pubblica amministrazione?
I prerequisiti sono
quelli che derivano dallo studio dei processi in ambito
qualità, in pratica è necessaria una predisposizione alla
formalizzazione delle procedure. Si tratta semplicemente
di verificare da un lato l’adempimento ai requisiti e agli
standard formali e tecnici, dall’altro non perdere mai di
vista l’obiettivo: non partecipare, ma VINCERE il bando.
Non sacrificare, per semplificare la procedura, gli elementi
di sviluppo competitivo del progetto e i suoi fattori
qualificanti. In pratica bisogna conoscere bene il tema del
progetto che si sta caricando, conoscere bene i fattori
qualificanti, quelli che ti fanno vincere, e governare le
tecnologie di compilazione e trasmissione. Tutti sanno usare
un programma di video scrittura, ma pochi lo sanno fare
quando questo è composto da oltre 500 pagine, 300 immagini e
qualche decina di megabyte di dimensione, con tabelle e
grafici formattati.
Come viene vista dal
resto dell’azienda la vostra posizione?
Con rispetto gli ultimi
5 giorni prima della chiusura del bando, come un peso
durante tutto il resto del tempo. Il ruolo necessita un
monitoraggio e una attenzione verso le diverse unità che
concorrono ai semilavorati da assemblare. Le regole che
determinano poi un buon assemblaggio (dimensione in numero
di caratteri, grafici con certe dimensioni, uso di materiale
documentato come fonte e autori…) spesso possono sembrare
eccessive, ma il rigore è uno degli elementi che possono
fare la differenza tra un buon progetto e un progetto
vincente.
Quali sono i passaggi
aziendali che vi hanno portato all’attuale ruolo?
Il mio ruolo, come dite
voi di Bazar, di “caricabandi” nasce da una matrice
tecnica, sviluppando esperienza all’interno di progetti
prima come risorse e poi come coordinatore di progetto. Non
è necessaria una laurea specifica, occorre comunque avere
predisposizione per approfondire i termini giuridici e
procedurali, normativi e tecnici e una buona familiarità con
gli strumenti informatici.
Quanto ne risente la
vostra vita privata?
Beh, lo stress degli
ultimi giorni prima della consegna si sente, ma anche qui
occorre una certa predisposizione, alcuni periodi sono
full immersion, e non capita di rado che si facciano
delle NOTTATE DI LAVORO prima della data ultima di consegna.
Avete mai provato a
trasferire competenza sul tema all’interno della vostra
azienda?
Si e spesso con buoni
risultati. E’ un lavoro appassionante, si vede crescere
un’operazione e un progetto, si sente il clima della gara e
quando si vince, il momento dell’aggiudicazione è
sempre incredibile. Può diventare una patologia. Penso
che possa essere abbastanza vicino a quello che si prova in
un successo sportivo.
Nel caso che suo
figlio fosse interessato all’attività, cercherebbe di
dissuaderlo?
No, anche se cercherei
di fargli un quadro che comprenda anche i lati oscuri del
lavoro. Oggi purtroppo spesso si vince o si perde anche per
fattori esterni al risultato tecnico del progetto. Anche se
non sono d’accordo con chi dice che il mondo della gare
nella Pubblica Amministrazione è governato da lobby.
Il momento più bello
che ricorda nel suo lavoro?
Banale, sempre l’ultima
gara a cui ho concorso.
Chi vuole provarsi?
Ecco la proposta:
Corso BAZAR per “caricabandi professionali” tutto in
Formazione a Distanza (da un minimo di 5 potenziali
iscritti) corso gratuito di primo livello + una
lezione frontale tenuta dai nostri eminenti guru con
interventi di aziende ed enti che dai diversi lati della
barricata daranno indicazioni e informazioni. Secondo
livello per i superstiti (forse). Certificato di
attestazione con tanto di ceralacca rossa e comunicazione
del successo nel circuito BAZAR network. Età di iscrizione
9-99 anni, accreditamento on line da marzo 2005. Invece di
arruolarvi nella legione straniera, siate coraggiosi.
Provate la vertigine. Iscrivetevi. (email:
formazione@bazarweb.info)
Per le aziende che
vogliono aderire, trattamenti particolari.
Stop al british style: senior account manager,
master analyst, master consulting…
Recuperiamo la lingua italiana, + casereccia
e nostrana!
Se quella dei
“caricabandi” vi sembra una professione singolare, allora
sentite questa. Parliamo di un altro mestiere emergente nel
settore dei servizi alle aziende, il CONSULENTONE
QUALIFICATIVO. Unico titolo professionale… a dover
essere sempre scritto tutto in maiuscolo. Trattasi di fatto
del massimo livello delle professioni di supporto alle
aziende, figure che incutono rispetto e terrore e che
possono solo in certi casi essere accondiscendenti con la
dirigenza o con l’imprenditore, ma solo perché preparano
qualcosa di più speciale e teatrale di un semplice “così non
funziona…”. Se ne parla già nella mitologia e in diverse
religioni e molto raramente abbandonano il loro ruolo
“dietro le quinte” per divenire visibili in un ruolo di
governo aziendale vero. Questo succede nei naturali momenti
di debolezza o di crisi che ognuno ha nella propria vita
(loro comunque meno). |